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Edy Zarro Testimonianza lasciata da Edy Zarro il 21 settembre 2019 per il progetto "Giuseppe Pinelli: una storia soltanto nostra, una storia di tutti".
Edy Zarro, originario del Cantone dei Grigioni in Svizzerae tra i fondatori della casa editrice ticinese "La Baronata", racconta del suo avvicinamento alle idee e al movimento anarchico e della ricezione dei fatti di Piazza Fontana e della morte di Pinelli nel suo Paese. In particolare, ricorda come "Il Dovere", quotidiano del Partito Liberale Radicale Ticinese, avesse condotto una lunga campagna sugli sviluppi della strategia della tensione in Italia, sottolineando il tentativo di dare corso a una svolta autoritaria e documentando gli appoggi avuti dai neofascisti per l'organizzazione degli attentati, il depistaggio delle indagini e, in vari casi, per la fuga all'estero.
Anche la fondazione della casa editrice "La Baronata" viene influenzata dalla situazione italiana: oltre agli scopi di ricerca e diffusione del pensiero anarchico e libertario, è ben presente l'idea che essa poteva svolgere il ruolo di polo d'aggregazione e di "porto franco" qualora in Italia avesse avuto luogo un colpo di stato o un'involuzione autoritaria.
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Claudia Pinelli, Silvia Pinelli Intervista a Claudia e Silvia Pinelli, realizzata il 28 febbraio 2015 per il documentario "Il segno del capro" (di Fabiana Antonioli, prodotto da FILMIKA).
In questa intervista, Claudia e Silvia riflettono sulle proprie memorie e ripercorrono storie di famiglia. Le sorelle raccontano della giovinezza dei genitori, Licia e Pino, della propria infanzia e del giro di amicizie che frequentavano casa Pinelli (tra cui Cesare Vurchio), del ruolo dei nonni nella vita famigliare prima e dopo la tragica morte del padre.
L'intervista raccoglie anche una serie di considerazioni di Silvia e Claudia su alcuni avvenimenti, come l'invito al Quirinale rivolto a Licia nel 2009 da parte del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, o il fatto che la prima edizione del libro intervista "Una storia quasi soltanto mia" (pubblicata da Mondadori nel 1982) fosse rimasta quasi del tutto esclusa dalla distribuzione e destinata in poco tempo al macero; altra questione con cui le due Pinelli si confrontano è quella della presenza delle due lapidi in commemorazione del padre presenti in piazza Fontana, una posta dal Comune e l'altra dagli anarchici.
Si ringrazia Fabiana Antonioli per aver fornito e permesso la diffusione di questo materiale.
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Massimo Ortalli Testimonianza lasciata da Massimo Ortalli il 21 settembre 2019 per il progetto "Giuseppe Pinelli: una storia soltanto nostra, una storia di tutti".
Massimo Ortalli, imolese e storico militante della Federazione Anarchica Italiana, racconta di aver appreso della strage di Piazza Fontana mentre si trovava a Bologna come studente. Il movimento anarchico, sia a Bologna sia a Imola, reagì con un certo smarrimento alla notizia e si produsse un clima di attesa, che si spezzò solo con la morte di Pinelli. A quel punto divenne chiaro a molti che stava venendo portata avanti una montatura contro gli anarchici dietro cui si celava un disegno autoritario, e cominciarono le mobilitazioni. Un episodio particolare ricordato da Ortalli è quello di Spartaco Borghi e Cesare Fuochi, che all'indomani della strage si misero a passeggiare tranquillamente per le strade di Imola, per comunicare alla cittadinanza che non c'era niente da temere e che gli anarchici erano completamente estranei ai fatti di Milano.
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Violenza reazionaria e repressione democratica Ritaglio stampa da «Volontà» del 1 gennaio 1970.
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L'attentato di Milano (secondo un giornale svizzero) Ritaglio stampa da «La Voce Repubblicana» del 24 settembre 1970.
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Politica di potenza Ritaglio stampa da «Voce Libertaria» del 10 febbraio 1972.
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Imputato Pinelli, alzati! Ritaglio stampa da «Voce Anarchica» del 1970 (datazione incerta).
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Anonima provocatori Ritaglio stampa da «Vita» del 21 marzo 1970.
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Sulle dichiarazioni di Capanna e del prof. Staudacher Ritaglio stampa da «Vie Nuove» del 17 febbraio 1971.
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Ancora un morto tra le case di Milano Ritaglio stampa da «Vie Nuove» del 23 dicembre 1970.
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Stavolta conosciamo i mandanti Ritaglio stampa da «Vie Nuove» del 23 dicembre 1970.
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La finestra di Milano Ritaglio stampa da «Vie Nuove» del 16 dicembre 1970.
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La finestra del “suicidio” Ritaglio stampa da «Vie Nuove» del 18 novembre 1970.
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In Spagna torturati. In Grecia fucilati. In Italia suicidati Ritaglio stampa da «Vie Nuove» del 11 novembre 1970.
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“Dolce vita” e manette Ritaglio stampa da «Vie Nuove» del 25 ottobre 1970.
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In tribunale si parla della morte di Pinelli Ritaglio stampa da «Vie Nuove» del 18 ottobre 1970.
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È stato promosso Ritaglio stampa da «Vie Nuove» del 11 ottobre 1970.
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Un «processo verità» per la tragica fine di Giuseppe Pinelli Ritaglio stampa da «Vie Nuove» del 4 ottobre 1970.
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Un clamoroso documento esclusivo Ritaglio stampa da «Vie Nuove» del 16 agosto 1970.
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Le bombe di Milano Pinelli e Valpreda Ritaglio stampa da «Vie Nuove» del 2 agosto 1970.
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In carcere da 14 mesi senza processo Ritaglio stampa da «Vie Nuove» del 21 giugno 1970.
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Sei Mandrake contro tutti Ritaglio stampa da «Vie Nuove» del 21 giugno 1970.
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L'anarchico che venne dall'America Ritaglio stampa da «Vie Nuove» del 14 giugno 1970.
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Le bombe di Milano e Roma. Se la polizia sapeva deve dire chi ha organizzato gli attentati Ritaglio stampa da «Vie Nuove» del 14 giugno 1970.
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Il magistrato al torchio Ritaglio stampa da «Vie Nuove» del 7 giugno 1970.