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Messe in gioco carte false per salvare i sei assassini Ritaglio stampa da «Umanità Nova» del 16 ottobre 1971.
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Perché l'assassinio di Pinelli è legato alla strage di Stato Ritaglio stampa da «Umanità Nova» del 23 ottobre 1971.
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Le reazioni degli avvocati di Merlino Ritaglio stampa da «Umanità Nova» del 23 ottobre 1971.
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I compagni imputati precisano Ritaglio stampa da «Umanità Nova» del 23 ottobre 1971.
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La colonna infame Ritaglio stampa da «Umanità Nova» del 23 ottobre 1971.
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Per stroncare la repressione liberare Valpreda e compagni Ritaglio stampa da «Umanità Nova» del 20 novembre 1971.
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L'imputato Enrico Di Cola spiega i motivi della sua latitanza e accusa per la strage l'apparato statale Ritaglio stampa da «Umanità Nova» del 27 novembre 1971.
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Calabresi: onesto, giovane e intelligente Ritaglio stampa da «Umanità Nova» del 13 settembre 1975.
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Lutti nostri: Armando Buzzola Ritaglio stampa da «Umanità Nova» del 13 settembre 1975.
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Passo italiano a Londra per l'articolo dell' «Observer» Ritaglio stampa da «L'Unità» del 16 dicembre 1969.
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La libertà di critica è un diritto dei giornalisti Ritaglio stampa da «L'Unità» del 19 dicembre 1969.
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Chi informò Calabresi e Allegra? Ritaglio stampa da «L'Unità» del 27 maggio 1971.
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Il presidente ricusato ricorre in Cassazione Ritaglio stampa da «L'Unità» del 13 giugno 1971.
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Caso Biotti: stamane Lener e Calabresi dal magistrato Ritaglio stampa da «L'Unità» del 9 agosto 1971.
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Restano in galera tutti i fascisti arrestati per il "golpe" di Borghese Ritaglio stampa da «L'Unità» del 25 agosto 1971.
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Sono pronte le gigantografie sulla colonna cervicale di Pinelli Ritaglio stampa da «L'Unità» del 4 dicembre 1971.
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Per la tragica fine di Pinelli previsti altri interrogatori Ritaglio stampa da «L'Unità» del 12 gennaio 1973.
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A Catanzaro il processo conferma la matrice fascista della strage Ritaglio stampa da «L'Unità» del 5 novembre 1980.
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Terribili telegrammi Ritaglio stampa da «Vie Nuove» del 1 marzo 1970.
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No alla violenza Ritaglio stampa da «Avanti!» del 12 dicembre 1970.
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Strage Ritaglio stampa da «Avanti!» del 12 dicembre 1970.
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La verità è lontana Ritaglio stampa da «Avanti!» del 12 dicembre 1970.
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Lettere di Giuseppe Pinelli (1965-1969) - Carteggio Pinelli-Farinelli-Turroni Il carteggio è una fonte documentaria sorprendente e indispensabile per la conoscenza e lo studio delle biografie in senso più esteso e completo. La corrispondenza epistolare permette di indagare aspetti pubblici e privati che aiutano a comprendere di più della vita dei loro autori. Gli archivi personali dei militanti anarchici sono particolarmente ricchi di corrispondenza e di carteggi anche perché da sempre il movimento anarchico italiano e internazionale ha dato particolare importanza, dal punto di vista organizzativo e relazionale, alla corrispondenza epistolare diretta tra i militanti. È questa una ragione, non la sola, per cui il progetto dedicato alla memoria di Giuseppe Pinelli ha voluto mettere in evidenza un significativo nucleo di lettere di Giuseppe Pinelli conservate in due distinti fondi archivistici: il Fondo Luciano Farinelli e il Fondo Pio Turroni. Sono lettere, biglietti, note epistolari, scritte da Pinelli tra il 14 marzo 1965 e il 30 novembre 1969, ormai alla viglia della strage di Piazza Fontana, e che raccontano stralci di vita militante e di vita privata di Pino. In questo modo, per la prima volta, si restituisce una documentazione che può aiutare a conoscere la figura di Giuseppe Pinelli senza che sia “schiacciata” dall’evento del 12 dicembre 1969. L’idea del percorso narrativo ha quindi tra gli obiettivi proprio quello di raccontare, direttamente con le parole di Pinelli, la vita di un militante anarchico in un periodo così particolare e significativo della storia italiana del secondo dopoguerra.
L’ordine di presentazione delle lettere è cronologico e prende inizio appunto dalla prima lettera del 14 marzo 1965. È comunque possibile leggere la corrispondenza basandosi anche su un percorso personalizzato, con l’utilizzo delle parole chiave tematiche che avvicinano il contenuto delle lettere ai temi e agli aspetti più importanti della vita militante di Giuseppe Pinelli.
Il percorso del Carteggio Pinelli-Turroni-Farinelli (1965-1969) vuole essere solo il primo di una serie di precorsi narrativi della documentazione conservata negli archivi del Centro studi libertari, nella prospettiva di una valorizzazione e fruizione del patrimonio archivistico del Centro orientata sempre più alla public history per la conoscenza di una storia significativa e importante quale quella del movimento anarchico italiano e internazionale.
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Fondo Luciano Lanza – sezione Bombe e Segreti "Bombe e segreti" è la denominazione della sezione del Fondo Luciano Lanza, conservato presso il Centro Studi Libertari, dedicata a raccogliere tutti i materiali di lavoro utilizzati da Lanza, giornalista e scrittore, per la stesura dell'omonimo libro "Bombe e segreti. Piazza Fontana, una strage senza colpevoli", pubblicato da elèuthera nel 1997, e dell'edizione rivista e aggiornata del 2005.
Luciano Lanza, nato a Milano nel 1945, è stato un testimone diretto degli eventi del dicembre 1969. Nel 1971 è tra i fondatori del mensile «A rivista anarchica», testata che insieme a «Lotta Continua» conduce un'aspra battaglia per far luce sulla vera matrice della strage di Piazza Fontana. Giornalista, ha lavorato per diverse testate fra cui «Espansione», «Milano Finanza», «il Mondo», «Oggi». È stato anche direttore responsabile del trimestrale «Libertaria».
La sezione "Bombe e segreti" si compone di 62 fascicoli e 21 altre unità documentarie (per un totale di 3846 carte), suddivise in sei serie, secondo la tipologia di documento.
Le serie principali sono:
• "Documenti giudiziari e di polizia", la quale contiene copie delle sentenze dei processi per la strage, delle relazioni di perizia, dei verbali degli interrogatori ai testimoni, nonché copie dei fascicoli dell'archivio dell'Ufficio Affari Riservati di Federico Umberto D'Amato, reperiti nel famoso ritrovamento dell'archivio di Via Appia a Roma;
• "Ritagli stampa", che comprende sia gli articoli dal 1969 ai giorni nostri utilizzati per la ricerca a monte della stesura, sia le reazioni alla pubblicazione del libro e le sue recensioni;
• "Appunti, annotazioni, carteggio, bozze", contenente tutte le carte manoscritte, le annotazioni e le bozze per la stesura definitiva del libro;
• "Controinformazione", che contiene il materiale relativo alla campagna per l'innocenza di Pietro Valpreda, in particolare per quanto riguarda il 1980-1981, periodo a cavallo tra la richiesta dell'ergastolo per Valpreda da parte dell'accusa e la successiva assoluzione per mancanza di prove (insieme a tutti gli altri imputati) al processo d'appello per la strage di Piazza Fontana, nonché alcuni comunicati del circolo "Ponte della Ghisolfa" di anni diversi.
La sezione "Bombe e segreti" del Fondo Luciano Lanza è stata descritta con il software Archimista ed è consultabile presso la sede del Centro Studi Libertari; una selezione delle 40 unità documentarie (138 carte) ritenute le più significative e originali è stata digitalizzata ed è pubblicata su questa piattaforma. Questa selezione è rappresentativa delle serie documentarie menzionate, ad eccezione di "Documenti giudiziari e carte di polizia", poiché quest'ultima contiene o documenti pubblici già reperibili altrove, oppure carte la cui pubblicazione risulta problematica.
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Sergio Casesi e Marco Toro Testimonianza lasciata da Sergio Casesi e Marco Toro il 6 ottobre 2020 per il progetto "Giuseppe Pinelli: una storia soltanto nostra, una storia di tutti".
Sergio Casesi e Marco Toro sono stati, insieme a Massimo Marcer e Marco Pellegrino, i promotori della "Catena umana musicale per Giuseppe Pinelli" in occasione del cinquantenario della sua morte, iniziativa che il 14 dicembre 2019 ha portato più di diecimila persone nelle strade di Milano, da Piazza Fontana fino a Piazza Cavour, a ridosso della Questura cittadina.
In questo video raccontano come si sono avvicinati alla storia di Pinelli e com'è nata e si è sviluppata l'idea della catena musicale. Il loro intento è stato quello di organizzare un'iniziativa il più possibile aperta, che potesse affermare e ribadire una verità fondamentale sulla tragica fine di Giuseppe Pinelli, una verità storica che non può essere taciuta: Pinelli è morto precipitando da una finestra della questura di Milano mentre era detenuto illegalmente da funzionari dello Stato che dopo averlo diffamato hanno mentito sulla sua fine, attribuendola a un suicidio che anche la verità giudiziaria ha ritenuto non credibile.
Per ribadire questa verità storica, i promotori della Catena hanno deciso di utilizzare il linguaggio universale della musica. Casesi e Toro offrono anche le proprie riflessioni a posteriori sull'iniziativa e sulle reazioni che essa ha suscitato.