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Lo sfondo del crimine Ritaglio stampa da "La Stampa" del 18 dicembre 1969. Articolo in cui si traccia un grottesco ritratto di Pietro Valpreda e si attribuisce l'attentato di Milano a "pochi e incoerenti criminali".
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A Roma sono 14 gli anarchici fermati. La polizia dice: Ci sono i colpevoli Ritaglio stampa da "La Stampa" del 18 dicembre 1969. Titolo che apre la serie di articoli presenti sullo stesso numero del quotidiano dedicati alla strage di Piazza Fontana e alle indagini.
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Antonio Cardella Testimonianza di Antonio Cardella, raccolta il 15 dicembre 2009 da Alberto La Via per essere proiettata durante un convegno organizzato presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università degli Studi di Palermo e presso alcune scuole superiori a cura del gruppo anarchico "Alfonso Failla" di Palermo.
Antonio Cardella, economista, giornalista, militante della Federazione Anarchica Italiana, racconta - tra le altre cose - del suo arresto a Milano il 12 dicembre 1969, dove si era precipitato, da Palermo, non appena avuta notizia della strage di Piazza Fontana. Racconta dell'amicizia con Giuseppe Pinelli e della fondazione del Comitato Politico-Giuridico di Difesa in seguito alla sua morte, per portare avanti campagne di controinformazione e difendere gli anarchici ingiustamente accusati della strage e degli altri attentati. Durante il "processo di Catanzaro", giunse a una fase avanzata di organizzazione un "processo parallelo" itinerante da tenersi nelle piazze delle città, che ricevette alcune importanti attenzioni a livello internazionale. Purtroppo quest'iniziativa non arriverà a concretizzarsi.
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Goffredo Fofi Testimonianza lasciata da Goffredo Fofi il 9 febbraio 2018 per il progetto "Giuseppe Pinelli: una storia soltanto nostra, una storia di tutti", in occasione di un incontro organizzato dal Centro Studi Libertari e dall'Istituto Nazionale Ferruccio Parri presso la Casa della Memoria a Milano.
Goffredo Fofi racconta della sua partecipazione ai funerali di Pinelli, e più largamente tratteggia un quadro dell'Italia degli anni Sessanta e Settanta, un'Italia di impegno civile, in fermento; poi, l'improvviso irrompere delle stragi come sorta di atto di una guerra civile non dichiarata contro i movimenti e le nuove concezioni di vita sociale e politica che si andavano diffondendo. Giuseppe Pinelli si viene a trovare al centro di questo snodo e la campagna per la verità sulla sua morte finisce per fungere come una sorta di catalizzatore di queste istanze di cambiamento.
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Folla e bandiere anarchiche ai funerali di Pino Pinelli Ritaglio stampa da "Il Giorno" del 21 dicembre 1969. Articolo in cui si parla dei funerali di Giuseppe Pinelli e della massiccia partecipazione popolare. Include foto che ritrae il momento della tumulazione al cimitero Maggiore di Milano.
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(Pietro Pinna ricorda Giuseppe Pinelli) Ritaglio stampa da "Azione Nonviolenta", numero di febbraio-marzo 1970. Lettera in cui Pietro Pinna ricorda Pinelli ed esprime perplessità sulla dinamica della sua morte.
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L'amico Pinelli Ritaglio stampa da "Azione Nonviolenta", numero di febbraio-marzo 1970. Lettera in cui Giuseppe Gozzini ricorda Pinelli ed esprime dubbi sulle dichiarazioni ufficiali in merito alla sua morte e alle accuse di complicità nella strage di Piazza Fontana.
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Cronologia di un delitto di Stato Ritaglio stampa da "Rinascita" del 15 ottobre 1971. Articolo in cui si riporta una cronologia dei principali fatti relativi alla morte di Pinelli e alle successive vicende giudiziare per chiarire dinamica e responsabilità.
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(Testimonianza di Licia Pinelli sulla personalità del marito Giuseppe) Ritaglio stampa da "L'Europeo" del 1 gennaio 1970. Articolo dove viene riportata la testimonianza di Licia Pinelli sulla vita e la personalità del marito, Giuseppe Pinelli. Include una foto dei coniugi e una della famiglia al completo.
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L'uomo che odiava il mondo Ritaglio stampa da "Epoca" del 28 dicembre 1969. Speciale biografico su Pietro Valpreda dalla dubbia attendibilità e obiettività.
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Caso Pinelli: inchiesta a Milano Ritaglio stampa da "Il Resto del Carlino" del 27 agosto 1971. Articolo relativo all'emissione di avvisi di reato nei confronti di Antonino Allegra e Luigi Calabresi, nel corso dell'inchiesta avviata in seguito alla denuncia per omicidio volontario e sequestro di persona presentata da Licia Pinelli il 24 giugno 1971.
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Pasolini: un film-documento su Pinelli Ritaglio stampa da "ABC" del 1 gennaio 1971. Trafiletto in cui si annuncia che Pier Paolo Pasolini sta lavorando su un documentario dedicato a Giuseppe Pinelli, che sarà in seguito intitolato "12 Dicembre".
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«Un francobollo in ricordo di Pinelli? Sì, ma non si uccida ancora Calabresi» Ritaglio stampa da "Corriere della Sera", del 18 dicembre 2006. Articolo dove D'Ambrosio ribadisce la sua tesi sulla morte di Giuseppe Pinelli per un "malore attivo", in occasione della proposta di un francobollo commemorativo. Include foto di D'Ambrosio.
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Enrico Maltini Testimonianza di Enrico Maltini, raccolta il 15 febbraio 2014 per il documentario "Il segno del capro" (di Fabiana Antonioli, prodotto da FILMIKA).
Enrico Maltini racconta del suo avvicinamento al movimento anarchico attraverso il circolo "Wilhelm Reich" prima e il "Sacco e Vanzetti" poi, la conoscenza di Giuseppe Pinelli e Cesare Vurchio, la conferenza stampa degli anarchici immediatamente successiva alla morte di Pinelli dove è stato coniato lo slogan "Valpreda è innocente, Pinelli è stato assassinato, la strage è di Stato".
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La Strage di Stato
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Bombe e segreti [dalla quarta di copertina]
Sono passati quarant'anni dalla strage di piazza Fontana a Milano, ma della bomba alla Banca nazionale dell'agricoltura di Milano e della morte dell'anarchico Giuseppe Pinelli, volato dal quarto piano della questura, si continua a parlare ancora oggi. Perché quel 12 dicembre 1969 ha aperto una frattura sociale che questi quattro decenni non hanno ancora ricomposto. Una storia che non si è affatto conclusa con la sentenza della Cassazione nel 2005 che ha assolto gli ultimi tre neonazisti imputati per una strage rimasta senza colpevoli. In questo libro viene ricostruita la montatura contro Pietro Valpreda, la morte – anch'essa senza colpevoli – di Pinelli e soprattutto la fitta trama di connivenze, coperture e depistaggi che attestano come la «madre di tutte le stragi» sia stata una strage di Stato. Un documentato atto di accusa contro coloro che pur di non perdere il potere sono ricorsi a un piano criminale.
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Elis Fraccaro Testimonianza lasciata da Elis Fraccaro il 16 settembre 2018 per il progetto "Giuseppe Pinelli: una storia soltanto nostra, una storia di tutti".
Elis Fraccaro racconta delle attività del movimento anarchico successivamente alla morte di Giuseppe Pinelli e alle false accuse verso gli anarchici di essere i responsabili degli attentati. La campagna di controinformazione per la verità sulla strage di Piazza Fontana, la campagna per la scarcerazione di Valpreda, le attività della Crocenera Anarchica (fondata nel 1969 da Pinelli, Amedeo Bertolo e Umberto del Grande) riguardanti anche il sostegno agli altri anarchici ingiustamente incarcerati per gli attentati del 25 aprile 1969, le origini del termine "strage di Stato" per inquadrare il significato degli attentati.
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Bruno Manghi Testimonianza lasciata da Bruno Manghi il 10 ottobre 2018.
Sociologo, sindacalista CISL, Bruno Manghi è un amico di lunga data della famiglia Pinelli, conoscendo per prima Licia tramite il servizio di battitura a macchina che lei offriva agli studenti universitari. Tra le altre cose, Manghi si sofferma sul funerale di Giuseppe Pinelli e sui primi difficoltosi passi nella lotta per la verità sulla morte di Pino.
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Cesare Vurchio Testimonianza di Cesare Vurchio, raccolta per il documentario "Quando l'anarchia verrà", pubblicato nel 2009.
Cesare Vurchio è stato compagno di militanza di Giuseppe Pinelli nel gruppo anarchico "Bandiera Nera" e in seguito fu tra i fondatori del Centro Studi Libertari. Cesare racconta dell'attività politica con Pinelli, dell'amicizia, del rapporto tra Pino e il commissario Calabresi, fino agli ultimi tragici giorni della vita di Giuseppe Pinelli.
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Paola Ciardella Testimonianza lasciata da Paola Ciardella Gozzini il 13 ottobre 2018 per il progetto "Giuseppe Pinelli: Una storia soltanto nostra, una storia di tutti".
Paola Ciardella ripercorre i rapporti intercorsi tra lei e il marito Giuseppe Gozzini con Giuseppe Pinelli. Punto d'incontro tra il cattolico Gozzini e l'anarchico Pinelli è l'obiezione di coscienza alla leva. Paola racconta anche il cambiamento di percezione nella vita quotidiana avuto in seguito alla strage di Piazza Fontana, e le immediate reazioni per difendere l'innocenza degli anarchici falsamente accusati.
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Dopo [dalla quarta di copertina]
Come può una tragedia personale – che coincide con una tragedia della nostra democrazia – lasciar spazio a una vita “normale”? Licia Rognini Pinelli in queste pagine racconta la “normalità” successiva all’omicidio di Giuseppe Pinelli. Una ricerca di verità e giustizia che non ha subito interruzioni nemmeno nei momenti più duri delle ingiurie, delle mistificazioni, delle fatiche processuali, ma anche una ricerca personalissima del “senso della vita”, il tentativo di opporre alla malinconia la forza della vita e delle sue strane energie. Il lavoro quotidiano, le esperienze di amicizia e solidarietà, la gratitudine e il canto corale, la meditazione e i viaggi. Grandi e piccoli gesti, pensieri concreti coltivati con cura per sé, le sue figlie, e chi leggerà. La postfazione di Marino Livolsi contestualizza la vicenda di Pino e Licia Pinelli nel più ampio quadro politico e sociale della Milano (e dell’Italia) del dopoguerra.
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Marino Livolsi Testimonianza lasciata da Marino Livolsi il 16 novembre 2017 per il progetto "Giuseppe Pinelli: una storia soltanto nostra, una storia di tutti".
Livolsi, sociologo, docente universitario, presidente di Società Umanitaria, ci racconta tra le altre cose di casa Pinelli, della conoscenza di Licia tramite il suo lavoro di dattilografa, della vita familiare che spesso e volentieri comprendeva visite degli amici e discussioni. Inoltre, ci parla dei delicati rapporti che intercorrevano tra alcune delle anime che andavano a comporre le campagne per la verità su Pinelli e per la liberazione di Valpreda. Ha anche promosso e curato la realizzazione del libro "Dopo" di Licia Pinelli (ed. dell'Enciclopedia delle Donne, 2015), in cui sono contenute le memorie della sua vita successivamente alla morte di Pino.
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Roberto Moscati Testimonianza lasciata da Roberto Moscati il 14 novembre 2017.
Moscati, all'epoca dei fatti studente e assistente presso l'Università Cattolica di Milano, in seguito docente di Sociologia presso diverse università italiane, racconta dell'incontro con Pino Pinelli, la loro amicizia, il comune attivismo nel movimento per l'obiezione di coscienza alla leva. Al momento della morte di Pino, Moscati si trovava negli Stati Uniti, e ci parla un po' della ricezione delle notizie dall'Italia in un momento in cui negli Stati Uniti era fortissima la mobilitazione civile contro la guerra in Vietnam.
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Archivio Iconografico del Centro Studi Libertari L'Archivio Iconografico del Centro studi libertari raccoglie fotografie di persone, eventi, luoghi, immagini di opere d'arte, manifesti politici, e altro ancora, riguardanti la storia del movimento anarchico italiano ed internazionale e più in generale della storia dei movimenti antagonisti italiani ed internazionali del Novecento. All'interno dell’ archivio, è presente in particolare una sezione denominata "Pinelli - Piazza Fontana", interamente digitale, dedicata a Giuseppe Pinelli, alla Strage di Piazza Fontana e a tutto ciò che concerne il tema della strategia della tensione.
La sezione conserva 704 immagini (documenti fotografici), suddivise in 21 serie tematiche, ed è possibile consultarla direttamente presso la sede del Centro Studi Libertari Archivio Giuseppe Pinelli. Sulla piattaforma Omeka è al momento disponibile una selezione di 123 immagini rappresentativa di tutte le 21 serie tematiche.
Le immagini della sezione "Pinelli - Piazza Fontana" sono state raccolte dal progetto AFA (Archivio Fotografico Autogestito) a cura di Roberto Gimmi e Gianfranco Aresi e donate al Centro Studi Libertari.
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Archivio Testimonianze Le testimonianze sono dei resoconti, dei "flussi di memoria" personali che permettano per così dire di ricostruire, attraverso la figura di Giuseppe Pinelli, la memoria collettiva di un'epoca di fondamentale importanza per la storia italiana e per il presente: quella a cavallo tra gli anni della contestazione e della strategia della tensione.
Lo scopo delle testimonianze è vedere come la memoria di quegli eventi si è stratificata, trasformata nel tempo e come sia stata vissuta e ri-vissuta anche da generazioni più giovani e non solo da quella che ha vissuto direttamente quei fatti, in modo da costruire una storia viva, dialogata, dal basso, e non ideologica.
In questa collezione si possono trovare anche interviste o altre memorie raccolte da terzi e catalogate dal progetto.