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A due mesi dalla strage Ritaglio stampa da "Avanti!" del 12 febbraio 1970
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Crollato l'alibi di Merlino Ritaglio stampa da "Avanti!" del 12 febbraio 1970
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Mandato di comparizione per diciannove testimoni Ritaglio stampa da "Avanti!" del 27 gennaio 1970
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Quando si scatenò la carica della polizia la folla usciva pacificamente dal Lirico Ritaglio stampa da "Avanti!" del 25 gennaio 1970
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Valpreda nega tutto Merlino "puntello dell'accusa" Ritaglio stampa da "Avanti!" del 14 gennaio 1970
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Finalmente i difensori conosceranno i verbali Ritaglio stampa da "Avanti!" dell'11 gennaio 1970
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L'offensiva dell'odio Ritaglio stampa da "Avanti!" del 28 dicembre 1969
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La vedova di Pinelli querela il questore Ritaglio stampa da "Avanti!" del 28 dicembre 1969
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Formalizzazione dell'inchiesta sugli attentati di Milano e Roma Ritaglio stampa da "Avanti!" del 28 dicembre 1969
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Condannato direttore di "Sindacato rosso" Ritaglio stampa da "Avanti!" del 23 dicembre 1969
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Indagini in Piemonte alla caccia di esplosivo Ritaglio stampa da "Avanti!" del 23 dicembre 1969
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Quando gli anarchici erano socialisti Ritaglio stampa da "Avanti!" del 23 dicembre 1969
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Indagini chiuse entro domani
Ritaglio stampa da "Avanti!" del 23 dicembre 1969
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Come la destra diviene "sinistra" Ritaglio stampa da "Avanti!" del 21 dicembre 1969
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Rilasciato e ripreso giovane anarchico Ritaglio stampa da "Avanti!" del 21 dicembre 1969
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Arrestata anche la tedesca restano da trovare i mandanti Ritaglio stampa da "Avanti!" del 21 dicembre 1969
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Nel regno della violenza Ritaglio stampa da "L' Adunata dei Refrattari" del 17 gennaio 1970
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Gli attentati fanno parte di un unico piano criminoso Ritaglio stampa da "Paese Sera" del 16 dicembre 1969
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Adriano Sofri Testimonianza lasciata da Adriano Sofri il 19 marzo 2019 per il progetto "Giuseppe Pinelli: Una storia soltanto nostra, una storia di tutti", raccolta insieme a Marcello Flores.
Adriano Sofri affronta una riflessione sulle conseguenze che la strage di Piazza Fontana, la morte di Pinelli e i successivi attentati hanno avuto sul modo di pensare della gente e sulle modalità di azione dei militanti politici. Questo si è ad esempio concretizzato nella creazione di una corrente sempre più "specializzata" di attivismo politico, che prenderà il nome di "controinformazione", dedicata a indagare in maniera indipendente sui fatti e a sottoporre a critica le ricostruzioni e le informazioni provenienti dagli ambini istituzionali. Dall'altro lato si è anche prodotto un diffuso senso di sfiducia nei confronti delle autorità e di costante allerta nei confronti di possibili cospirazioni, che in alcuni casi è potuto sfociare nell'eccesso della sopravvalutazione di volontà cospiratorie o dell'effettiva estensione di complotti e depistaggi. Tuttavia, grazie anche a questo incessante lavoro, si è arrivati oggi, secondo Sofri, a una situazione in cui non è possibile indagare oltre, ovvero dove i fatti della strategia della tensione, i depistaggi avvenuti, gli autori degli attentati sono noti ed è possibile raggiungere un notevole livello di comprensione di ciò che è avvenuto.
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Paolo Finzi Testimonianza lasciata da Paolo Finzi il 30 novembre 2017 per il progetto "Giuseppe Pinelli: Una storia soltanto nostra, una storia di tutti".
In questa lunga testimonianza, Paolo Finzi racconta del suo avvicinamento al movimento anarchico, avvenuto tramite l'edicola di Augusta Farvo e la conoscenza di Giuseppe Pinelli. Nel suo ricordo, emergono diversi episodi significativi che descrivono il mondo che si muoveva intorno a Pinelli e a tanti altri che hanno vissuto gli anni della contestazione e delle bombe dall'interno del movimento anarchico. Come gli arresti e interrogatori di massa che seguirono la strage di Piazza Fontana, esperienza in cui lo stesso Finzi si trovò coinvolto.
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Gianni De Martino Testimonianza lasciata da Gianni De Martino il 19 gennaio 2018 per il progetto "Giuseppe Pinelli: Una storia soltanto nostra, una storia di tutti", raccolta insieme a Nicola Del Corno.
Appartenente al gruppo "Mondo Beat", De Martino racconta dei fermenti contestatari che si andavano diffondendo a Milano tra il 1966 e il 1967, del movimento Beat e di quello antimilitarista collegato in particolare alle proteste contro la guerra del Vietnam. Tra i pochi punti di contatto tra i "capelloni" e il mondo anarchico ci fu Giuseppe Pinelli, che proprio al gruppo "Mondo Beat" insegnò l'uso del ciclostile in modo che potessero stampare il loro giornale, il cui primo numero vide la luce all'interno del circolo anarchico "Sacco e Vanzetti". Altre figure ricordate da De Martino sono Fernanda Pivano e Giangiacomo Feltrinelli.
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Piero Scaramucci Testimonianza lasciata da Piero Scaramucci il 13 marzo 2019 per il progetto "Giuseppe Pinelli: una storia soltanto nostra, una storia di tutti".
Scaramucci ricorda le reazioni alla morte di Giuseppe Pinelli e soprattutto l'immediata impressione che le prime ricostruzioni di ciò che era accaduto nella notte tra il 15 e il 16 dicembre 1969 fossero sostanzialmente false. Parla anche di Licia e della difficile e lenta intervista iniziata nel 1980 per volontà di Licia stessa, che nel giro di qualche anno porterà all'uscita del libro "Una storia quasi soltanto mia".
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Il tassista teste chiave ci ha detto Ritaglio stampa da "La Stampa" del 18 dicembre 1969. Articolo in cui si parla della vita di Cornelio Rolandi, delle circostanze che lo hanno portato a presentarsi alla polizia e di come sia avvenuto il presunto riconoscimento di Pietro Valpreda come esecutore della strage di Piazza Fontana.
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Ragazzi di buona famiglia Ritaglio stampa da "La Stampa" del 18 dicembre 1969. Articolo in cui si entra nei particolari delle persone arrestate a Roma dopo la strage in Piazza Fontana a Milano, tra cui membri del circolo anarchico "22 Marzo".
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Ora per ora "l'alibi" di Valpreda Ritaglio stampa da "La Stampa" del 18 dicembre 1969. Articolo in cui vengono riportate le dichiarazioni della zia di Valpreda, secondo cui passò tutta la giornata del 12 dicembre a letto con la febbre.