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Pinelli a Turroni su convocazioni in Questura Lettera di Giuseppe Pinelli a Pio Turroni, 19 giugno 1968. Convocazion Pinelli e altri compagni in Questura il giorno precedente (18 giugno 1968) per la serie di attentati dimostrativi avvenuti a milano nel giugno 1968. Diffusione pubblicazioni anarchiche.
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Pinelli a Turroni su iniziative a Milano con gli studenti Lettera di Giuseppe Pinelli a Pio Turroni, 7 ottobre 1968. Convegno degli studenti delle scuole medie, riunione della Lega degli Studenti Anarchici fatta presso la sede della Gioventù Libertaria. Nota personale in coda.
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Pinelli a Turroni su contibuti di solidarietà Lettera di Giuseppe Pinelli a Pio Turroni, 4 dicembre 1968. Trasloco di Pinelli in via Preneste 2, note su dichiarazioni fatte da Ivo Della Savia, situazione contributi vari di solidarietà fatti a riviste e comitati.
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Franco Salamini Testimonianza lasciata da Franco Salamini l'8 settembre 2020 per il progetto "Giuseppe Pinelli: una storia soltanto nostra, una storia di tutti".
Di famiglia antifascista e partigiana, Franco Salamini racconta di come fu però con la strage di Piazza Fontana e la morte di Pinelli che si avvicinò effettivamente alla politica e alla militanza attiva, partecipando in primo luogo ai funerali delle vittime.
Attraverso il suo ricordo, emerge come il movimento e gli eventi in atto fossero in grado di toccare la sensibilità delle persone più diverse e lontane tra loro, come quella di un suo amico sacerdote, che nel clima pesante del Natale milanese del 1969 spese alcune delle sue prediche per difendere, a suo modo, gli anarchici.
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Massimo Varengo e Mariella Bernardini Testimonianza lasciata da Massimo Varengo e Mariella Bernardini l'11 settembre 2020 per il progetto "Giuseppe Pinelli: una storia soltanto nostra, una storia di tutti".
Massimo e Mariella raccontano la propria "storia militante", iniziata in ambito studentesco e continuata poi nel contesto universitario milanese, in particolare al Politecnico e all'Accademia di Brera. Dopo l'assassinio di Pinelli e l'arresto di Pietro Valpreda, ingustamente accusato di aver eseguito la strage di Piazza Fontana, si dedicano con particolare impegno alla campagna per la liberazione di quest'ultimo e alla controinformazione sulla "strage di Stato".
Le campagne avranno il loro effetto sull'opinione pubblica e saranno tra i fattori che porteranno alla scarcerazione di Valpreda, se pure in regime di libertà provvisoria, nel 1972.
La controinformazione non veniva effettuata solo dai militanti milanesi, ma da una rete anarchica diffusa, di cui vengono ricordati in particolare Antonio Cardella di Palermo, uno dei fondatori del Comitato Politico-Giuridico di Difesa. L'attività controinformativa di Mariella e Massimo proseguirà seguendo altri casi di eclatanti "ingiustizie di Stato" (come quelli di Giovanni Marini e Franco Serantini), strutturandosi nel Comitato Anarchico di Difesa della Federazione Anarchica Italiana.
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Luigi Manconi Testimonianza lasciata da Luigi Manconi il 13 luglio 2020 per il progetto "Giuseppe Pinelli: una storia soltanto nostra, una storia di tutti".
Luigi Manconi ripercorre e ricostruisce le prime faticose fasi delle inchieste per la verità sulla strage di Piazza Fontana e sulla morte di Pinelli. Mentre alcune parti del movimento (come alcuni esponenti del Movimento Studentesco) non escludevano la possibilità di un coinvolgimento degli anarchici negli attentati, e quindi recepivano in qualche misura la narrazione ufficiale dei fatti a cui gran parte dei media si era immediatamente allineata, altri, come Lotta Continua (cui Manconi aderiva) e alcuni importanti giornalisti (vengono ricordati Silvana Mazzocchi, Marco Nozza, Guido Nozzoli, Corrado Stajano, Camilla Cederna, Marco Sassano, Marco Fini, Massimo Fini, Piero Scaramucci) si rendevano subito conto delle incongruenze e stonature che essa presentava e si attivavano per indagare il più a fondo possibile.
Un altro importante gruppo di persone che si espose contro la "pista anarchica" e per aiutare la famiglia Pinelli fu quello degli assistenti e studenti dell'Università Cattolica vicini all'area dei "cattolici del dissenso" (di cui si ricordano Bruno Manghi, Luigi Ruggiu, Salvatore Natoli, Luisa Muraro, Marino Livolsi, Roberto Moscati) legati a Licia (e Pino) da un rapporto di amicizia personale scaturito dalla sua attività di battere a macchina i manoscritti dei loro testi accademici.
Manconi partecipò ai funerali di Giuseppe Pinelli, dove ricorda di aver ascoltato per la prima volta l'ormai celebre canzone "Ballata per l'anarchico Pinelli", intonata da un gruppo di anarchici mantovani (Ugo Zavanella, Giancorrado Barozzi, Dado Mora) che l'avevano composta nell'immediatezza dei fatti. Furono presenti alla tumulazione alcuni importanti intellettuali dell'epoca, come Vittorio Sereni, Franco Fortini, Giorgio Cesarano, Marco Forti, Giovanni Raboni.
L'ultima tappa del racconto di Manconi, anche se certo non l'ultima del suo coinvolgimento e impegno nelle campagne di controinformazione per la verità sulla strage e sulla strategia della tensione, è l'incontro con Marco Ligini avvenuto insieme a Piero Scaramucci, da cui scaturirà la collaborazione al libro-inchiesta "La strage di Stato", per il quale scriverà a quattro mani (con Piero) la parte su Giuseppe Pinelli. Il libro, uscito a soli sei mesi dai fatti del dicembre 1969, avrà un successo dirompente presso l'opinione pubblica e la tesi centrale che esso sosteneva, ovvero il diretto coinvolgimento di alcuni settori e apparati dello Stato negli attentati e nel depistaggio delle indagini, troverà dopo molti anni una conferma ufficiale.
La strage di Piazza Fontana e la morte di Pinelli, avvenuta mentre si trovava illegalmente in stato di fermo all'interno di una struttura dello Stato, hanno rappresentato per Manconi il momento della "perdita dell'innocenza" per i movimenti del '68-'69; nonostante lo scontro con la vecchia società per il cambiamento presentasse già da entrambe le parti alcuni aspetti di crudezza, egli identifica in quei fatti il momento emblematico della presa di coscienza che quella lotta veniva condotta dal potere al di fuori di qualsiasi limite o mediazione.
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Pinelli a Turroni su solidarietà ai carcerati e processo a membri Gioventù Libertaria Lettera di Giuseppe Pinelli a Pio Turroni, 26 gennaio 1968. Ripartizione fondi per compagni in carcere. Valutazioni sul processo che si sarebbe tenuto nel febbraio 1968 per manifestazione del natale 1966 (imputati: Pinelli, Enrico Rovelli, Amedeo e Gianni Bertolo). Nel P.S., valutazioni a parte di Amedeo Bertolo sempre sul processo.
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La squadra dell'Ufficio Politico della Polizia di Stato di Milano La foto ritrae i principali membri della squadra dell'Ufficio Politico della Questura della Polizia di Stato di Milano. Da sinistra a destra: Vincenzo Putomatti, il vicedirigente Beniamino Zagari, Antonio Allegra, Marcello Giancristofaro e Luigi Calabresi. Non compaiono nella foto gli altri componenti: Antonio Pagnozzi, Edmondo Lavitola, Raffaele Valentini e Pasquale Diogene.
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Questura di Milano, particolare con la finestra da cui cadde Pinelli Foto del cortile interno della Questura di Milano nel 1970. Una freccia indica la finestra da cui venne gettato Giuseppe Pinelli.
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Licia Pinelli in aula di Tribunale Licia Pinelli in aula di Tribunale a Milano durante un'udienza del processo Calabresi-Lotta Continua.
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"Re Ubu a Chernobyl, ovvero da Pinelli all'Apocalisse", Enrico Baj Enrico Baj al lavoro durante l'iniziativa "Re Ubu a Chernobyl, ovvero da Pinelli all’Apocalisse. Viaggio di gruppo con Enrico Baj tra mostri ordinari e straordinari", laboratorio artistico diretto da Enrico Baj e performance teatrale per la regia di Mario Mattia Giorgetti e Claudia Lawrence (Milano 1986). Tra i partecipanti: Gianni Bertolo, Luca Bertolo, Mario Castellani, Anna Monis, Marilena Osnaghi, Antonella Padovese e Marina Padovese. Nella foto: un momento del laboratorio artistico.
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Manifestazione studentesca con sagoma di Pinelli Un gruppo di studenti manifesta davanti alla Questura di Milano con bandiere anarchiche e la sagoma di Giuseppe Pinelli realizzata da Enrico Baj durante il laboratorio artistico dell'iniziativa "Re Ubu a Chernobyl, ovvero da Pinelli all’Apocalisse. Viaggio di gruppo con Enrico Baj tra mostri ordinari e straordinari" (1986).
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"Non sapevo volare" "Non sapevo volare", opera di Federico Zenoni dedicata a Giuseppe Pinelli (acrilico su tappezzeria).
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Pietro Valpreda, vignetta Vignetta di Pelino dedicata a Pietro Valpreda.
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Francobollo per Giuseppe Pinelli Francobollo fittizio in memoria di Giuseppe Pinelli, "defenestrato", dal valore di 0,00 €, creato da alcuni anarchici in risposta alla decisione di Poste Italiane di emettere un francobollo commemorativo per il commissario Luigi Calabresi, il 26 gennaio 2005.
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"I funerali dell'anarchico Pinelli", elaborazione grafica Elaborazione grafica di una foto dell'opera "I funerali dell'anarchico Pinelli" di Enrco Baj, su sfondo bianco.
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Sciopero della fame Continua lo sciopero della fame, iniziato 9 giorni fa da alcuni anarchici davanti al Palazzo di Giustizia di Milano per sollecitare il processo dei compagni arrestati per gli attentati del 25 aprile 1969 a Milano. Nella foto, a destra, Lello Valitutti.
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Strage di Piazza Fontana Strage di Piazza Fontana, gli interni devastati della Banca Nazionale dell'Agricoltura dopo l'attentato
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Strage di Piazza Fontana Strage piazza Fontana, esterni devastati della Banca Nazionale dell'Agricoltura dopo l'attentato
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Strage di Piazza Fontana Strage piazza Fontana, interni devastati della Banca Nazionale dell'Agricoltura dopo l'attentato, gli inquirenti esaminano il foro provocato dallo scoppio della bomba nel salone
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Funerali di Giuseppe Pinelli Funerali di Giuseppe Pinelli (in secondo piano, di profilo Corrado Stajano), San Siro (Milano), 20 dicembre 1969
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Amedeo Bertolo ai funerali di Giuseppe Pinelli Amedeo Bertolo ritratto durante i funerali di Giuseppe Pinelli.
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Funerali di Giuseppe Pinelli Anarchici con le bandiere seguono il feretro di Giuseppe Pinelli durante il corteo funebre.
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Funerali di Giuseppe Pinelli Licia Pinelli tra la folla ai funerali del marito Giuseppe.
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Manifesto OAM sul processo Calabresi-Lotta Continua Manifesto realizzato dall'OAM (Organizzazione Anarchica Milanese) il 25 settembre 1970 presso il circolo anarchico di via Scaldasole 5 a Milano in occasione dell'inizio del processo nato dalla querela per diffamazione che il commissario Calabresi aveva sporto nei confronti della testata "Lotta Continua". Il settimanale aveva avviato una campagna dove si accusavano Luigi Calabresi e i suoi colleghi di aver assassinato Giuseppe Pinelli. Il processo si interromperà bruscamente nell'aprile 1971 con la ricusazione dei giudici, dopo che questi avevano disposto di procedere all'esumazione della salma di Pinelli per effettuare una nuova perizia.