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Sulle dichiarazioni di Capanna e del prof. Staudacher Ritaglio stampa da «Vie Nuove» del 17 febbraio 1971.
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Anonima provocatori Ritaglio stampa da «Vita» del 21 marzo 1970.
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Imputato Pinelli, alzati! Ritaglio stampa da «Voce Anarchica» del 1970 (datazione incerta).
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Politica di potenza Ritaglio stampa da «Voce Libertaria» del 10 febbraio 1972.
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L'attentato di Milano (secondo un giornale svizzero) Ritaglio stampa da «La Voce Repubblicana» del 24 settembre 1970.
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Violenza reazionaria e repressione democratica Ritaglio stampa da «Volontà» del 1 gennaio 1970.
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Massimo Ortalli Testimonianza lasciata da Massimo Ortalli il 21 settembre 2019 per il progetto "Giuseppe Pinelli: una storia soltanto nostra, una storia di tutti".
Massimo Ortalli, imolese e storico militante della Federazione Anarchica Italiana, racconta di aver appreso della strage di Piazza Fontana mentre si trovava a Bologna come studente. Il movimento anarchico, sia a Bologna sia a Imola, reagì con un certo smarrimento alla notizia e si produsse un clima di attesa, che si spezzò solo con la morte di Pinelli. A quel punto divenne chiaro a molti che stava venendo portata avanti una montatura contro gli anarchici dietro cui si celava un disegno autoritario, e cominciarono le mobilitazioni. Un episodio particolare ricordato da Ortalli è quello di Spartaco Borghi e Cesare Fuochi, che all'indomani della strage si misero a passeggiare tranquillamente per le strade di Imola, per comunicare alla cittadinanza che non c'era niente da temere e che gli anarchici erano completamente estranei ai fatti di Milano.
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Claudia Pinelli, Silvia Pinelli Intervista a Claudia e Silvia Pinelli, realizzata il 28 febbraio 2015 per il documentario "Il segno del capro" (di Fabiana Antonioli, prodotto da FILMIKA).
In questa intervista, Claudia e Silvia riflettono sulle proprie memorie e ripercorrono storie di famiglia. Le sorelle raccontano della giovinezza dei genitori, Licia e Pino, della propria infanzia e del giro di amicizie che frequentavano casa Pinelli (tra cui Cesare Vurchio), del ruolo dei nonni nella vita famigliare prima e dopo la tragica morte del padre.
L'intervista raccoglie anche una serie di considerazioni di Silvia e Claudia su alcuni avvenimenti, come l'invito al Quirinale rivolto a Licia nel 2009 da parte del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, o il fatto che la prima edizione del libro intervista "Una storia quasi soltanto mia" (pubblicata da Mondadori nel 1982) fosse rimasta quasi del tutto esclusa dalla distribuzione e destinata in poco tempo al macero; altra questione con cui le due Pinelli si confrontano è quella della presenza delle due lapidi in commemorazione del padre presenti in piazza Fontana, una posta dal Comune e l'altra dagli anarchici.
Si ringrazia Fabiana Antonioli per aver fornito e permesso la diffusione di questo materiale.
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Edy Zarro Testimonianza lasciata da Edy Zarro il 21 settembre 2019 per il progetto "Giuseppe Pinelli: una storia soltanto nostra, una storia di tutti".
Edy Zarro, originario del Cantone dei Grigioni in Svizzerae tra i fondatori della casa editrice ticinese "La Baronata", racconta del suo avvicinamento alle idee e al movimento anarchico e della ricezione dei fatti di Piazza Fontana e della morte di Pinelli nel suo Paese. In particolare, ricorda come "Il Dovere", quotidiano del Partito Liberale Radicale Ticinese, avesse condotto una lunga campagna sugli sviluppi della strategia della tensione in Italia, sottolineando il tentativo di dare corso a una svolta autoritaria e documentando gli appoggi avuti dai neofascisti per l'organizzazione degli attentati, il depistaggio delle indagini e, in vari casi, per la fuga all'estero.
Anche la fondazione della casa editrice "La Baronata" viene influenzata dalla situazione italiana: oltre agli scopi di ricerca e diffusione del pensiero anarchico e libertario, è ben presente l'idea che essa poteva svolgere il ruolo di polo d'aggregazione e di "porto franco" qualora in Italia avesse avuto luogo un colpo di stato o un'involuzione autoritaria.
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Giuseppe Aiello Testimonianza lasciata da Giuseppe Aiello il 22 settembre 2019 per il progetto "Giuseppe Pinelli: una storia soltanto nostra, una storia di tutti".
Anche se all'epoca dei fatti di Piazza Fontana era ancora bambino, Giuseppe Aiello ricorda che la morte di Pinelli fu per lui un momento fondamentale, quando alcuni anni più tardi comprese ciò che era accaduto. L'idea che una persona potesse entrare innocente in una questura e uscirne morta incrinò in lui la fiducia verso le istituzioni e ha contribuito in maniera particolare allo sviluppo del suo pensiero critico.
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Gianpiero Bottinelli Testimonianza lasciata da Gianpiero Bottinelli il 22 settembre 2019 per il progetto "Giuseppe Pinelli: una storia soltanto nostra, una storia di tutti".
Originario del Canton Ticino in Svizzera, tra i fondatori delle Edizioni La Baronata e dell'Archivio Carlo Vanza, Bottinelli racconta del progressivo avvicinamento alle idee anarchiche a partire dal 1968, quando ancora in quelle zone non esistevano gruppi anarchici. Questo avvicinamento passa per forza di cose dalle vicende italiane, l'assassino di Giuseppe Pinelli e l'ingiusta incarcerazione di Pietro Valpreda, oltre che dalla frequentazione dal 1970 del CIRA (Centre International de Recherches sur l'Anarchisme) di Losanna.
Proprio per portare nel Canton Ticino le campagne per la verità sulla morte di Pinelli e per l'innocenza di Valpreda pubblicherà e diffonderà alcuni volantini a firma della Federazione Anarchica Svizzera, sigla in quel momento inesistente, che susciteranno una certa attenzione da parte della stampa.
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Antonio Pedone Testimonianza lasciata da Antonio Pedone il 21 settembre 2019 per il progetto "Giuseppe Pinelli: una storia soltanto nostra, una storia di tutti".
Antonio Pedone, originario di Torre del Greco, racconta di come venne a conoscenza della strage di Piazza Fontana e del senso di disorientamento prodotto da questa notizia e dalle accuse agli anarchici.
Nonostante gli anarchici di Torre del Greco fossero molto attivi, conosciuti e godessero di buona reputazione presso la cittadinanza, nell'immediatezza dei fatti si produsse nei loro confronti un clima di diffidenza, che comportò anche la perdita della sede dove essi si riunivano in quanto il proprietario temeva ripercussioni.
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Roberto Ambrosoli Testimonianza lasciata da Roberto Ambrosoli il 12 ottobre 2019 per il progetto "Giuseppe Pinelli: una storia soltanto nostra, una storia di tutti".
Roberto Ambrosoli racconta dell'amicizia con Pino e delle circostanze in cui è venuto a conoscenza della sua morte. Ricorda anche il clima che si era prodotto nella città di Torino, le reazioni spiazzate, lo stupore, e anche alcune inaspettate attestazioni di vicinanza agli anarchici.
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Tobia Imperato Testimonianza lasciata da Tobia Imperato il 14 ottobre 2019 per il progetto "Giuseppe Pinelli: una storia soltanto nostra, una storia di tutti".
Al momento dei fatti di Milano e dell'uccisione di Pinelli, Tobia Imperato aveva già iniziato a frequentare il movimento anarchico torinese, ma in virtù della sua giovane età non verrà coinvolto nell'ondata repressiva legata alle indagini sulla presunta "pista anarchica" degli attentati.
La morte di Pinelli e l'incarcerazione di Valpreda determinarono un salto di qualità nell'impegno dei militanti anarchici e nella loro attività, che da questo momento andava a focalizzarsi sulla controinformazione e la lotta alla repressione. Proprio durante una manifestazione legata alle campagne di controinformazione sulla "strage di Stato" Tobia subirà il suo primo fermo da parte della polizia.
Il racconto di Tobia prosegue ricordando gli esponenti dell'anarchismo torinese più importanti di quegli anni e le loro storie (come Dario Margarita, Michele Guasco, Gerardo Lattarulo), oltre al clima non facile della città, che vedeva tra le altre cose una consistente presenza fascista foraggiata dalla FIAT in funzione antisindacale.
Tobia riflette inoltre su alcune questioni legate alla memoria, come la tendenza della memoria istituzionale all'equiparazione tra carnefici e vittime in nome di un'idea di pacificazione che neutralizza il significato dei fatti, o l'esistenza di più memorie con significati e scopi differenti - nello specifico, una memoria militante e una familiare - facendo un parallelo con la storia di Sacco e Vanzetti. Viene inoltre affrontato il ruolo svolto da Calabresi all'interno di tutta la vicenda.
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Due testimoni: «Era con noi al bar, a giocare a carte» Ritaglio stampa da «L'Unità» del 17 dicembre 1969.
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«Non sapevamo neanche che fosse anarchico» Ritaglio stampa da «L'Unità» del 17 dicembre 1969.
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Pinelli a Farinelli su Conferenza Europea della Gioventù Anarchica Lettera di Giuseppe Pinelli a Luciano Farinelli, 18 novembre 1966. Invio comunicato sul Convegno Internazionale della Gioventù Anarchica Europea, che si sarebbe tenuto il 24-26 dicembre 1966; invio opuscolo "Lavoro manuale e lavoro intellettuale" della Gioventù Libertaria.
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Pinelli a Farinelli e Turroni su assemblea studentesca Lettera di Giuseppe Pinelli a Luciano Farinelli in copia di conoscenza a Pio Turroni, 21 maggio 1968. Invio materiale per pubblicazione sulla stampa anarchica, contatti con gruppi, cenni all'assemblea studentesca al circolo "Ponte della Ghisolfa" il 25 maggio 1968 (da cui le pubblicazioni "La meritocrazia", "Rivoluzione studentesca").
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Pinelli a Farinelli su iniziative a Milano con gli studenti Lettera di Giuseppe Pinelli a Luciano Farinelli, 29 maggio 1968. Organizzazione dibattiti in università a Milano con compagni francesi, cenni ad assemblea con gli studenti al circolo "Ponte della Ghisolfa" il 25 maggio 1968.
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Pinelli a Farinelli su Jérôm e iniziative Lettera di Giuseppe Pinelli a Luciano Farinelli, 3 giugno 1968. Invio minuta interventi tenuti da L. Jérôm, dell'Università di Nanterre, nel corso di diverse iniziative a Milano in università e circoli.
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Pinelli a Farinelli su visita Gruppo Comune Libero Lettera di Giuseppe Pinelli a Luciano Farinelli, 6 giugno 1968. Avviso che membri del Gruppo Comune Libero faranno visita a Farinelli con materiale da pubblicare sulla testata "L'Internazionale".
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Pinelli a Farinelli su repressione per attentati a Milano Lettera di Giuseppe Pinelli a Luciano Farinelli, 27 giugno 1968. Notizia di convocazione in questura per diversi compagni a causa di una serie di attentati dimostrativi a Milano nel mese di giugno; Daniele Tito processato per aver organizzato una manifestazione; appuntamento tra Pinelli e l'avvocato Mauri per discutere la difesa dei compagni. Volontà di rispondere a un articolo comparso sulla rivista "Vento dell'Est".
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Pinelli a Farinelli su iniziative e situazione milanese Lettera di Giuseppe Pinelli a Luciano Farinelli, 28 dicembre 1968. Trasloco di Pinelli in via Preneste, 2. Organizzazione di iniziative politiche e culturali (teatro) da parte dei gruppi di Milano.
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Pinelli a Farinelli su sciopero della fame Valitutti e Camiolo Lettera di Giuseppe Pinelli a Luciano Farinelli, settembre 1969. Manifestazioni a Milano e sciopero della fame nel settembre 1969 in solidarietà con gli anarchici arrestati per gli attentati del 25 aprile 1969 a Milano. Notizia arresto di Lello Valitutti assistito dall'avvocato Boneschi e Mala???ine, sciopero della fame a oltranza di Michele Camiolo.
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Pinelli a Farinelli su diffusione stampa anarchica Lettera di Giuseppe Pinelli a Luciano Farinelli, 25 febbraio 1969. Diffusione testata "L'Internazionale" a Milano e questioni amministrative.